Due giorni di lezione con Naoki Maeoka

Due giorni di workshop, una Maestro giapponese e una pianta da modellare… sarò in grado di farcela?

Il 21 e 22 Ottobre 2022 io e il mio compagno Jack siamo stati ospiti ad Anzola d’Ossola, un bellissimo paesino incastonato tra i monti piemontesi, per partecipare a due giorni di lezione.

Era la prima volta che partecipavamo ad un workshop ed eravamo un po’ agitati.

“Hai preso abbastanza filo? Dici che queste servono? Abbiamo preso tutto?” 

No, non avevamo preso tutto ma alla fine ce la siamo cavata comunque… più o meno.

Abbiamo saputo del workshop qualche mese prima grazie a un post su Facebook sul profilo di Gianni Cara. Per chi non lo conoscesse Gianni è un bravissimo artista di Bonsai, o bonsaista, chiamatelo come volete, e mi piacerebbe parlare meglio di lui in futuro sia sul canale che qui sul Blog.

Il post di Gianni comunicava che sarebbe arrivato in Italia, per tenere dei giorni di lezione, un Maestro giapponese: Naoki Maeoka.

Erano ormai due anni che volevo conoscerlo di persona, dopo averlo visto diverse volte nei video di Bjorn Bjorholm (YouTube: Eisei-en) e quando ho saputo che sarebbe atterrato in Patria non ho esitato ad iscriverci!

Per mesi non ho fatto altro che contare quanti giorni mancavano all’evento, e ad ogni giorno che passava il nervosismo aumentava.

Il giorno della partenza alla fine era arrivato più in fretta del previsto e son sincera… me la stavo facendo un po’ sotto!

Dopo aver caricato le piante e aver fatto una breve tappa a Biella per salutare un amico, siamo poi arrivati sul lago Maggiore.

Il workshop si teneva in una sorta di sala convegni del paese, un posto perfetto, molto aioso, dove ognuno poteva avere il suo spazio per lavorare senza infastidire quello accanto.

[Giorno 1]

Il primo giorno è stato un po’ strano, non sapevamo bene quello che bisognava fare, ci sentivamo un po’ impacciati e ci dovevamo ancora un po’ ambientare. 

Le piante erano state disposte sui tavoli ed erano li pronte per essere lavorate.

La giornata era iniziata con l’ispezione di tutte le piante da parte dei Maestri, dopodiché Naoki consigliava al partecipante il da farsi sulla pianta: dove posizionare il ramo, cosa tenere e cosa tagliare e così via..

Anche il mio turno è poi arrivato in fretta!

come potete vedere la pianta, o meglio LE piante, creano una composizione molto grande. Si tratta di un pino raccolto in natura, molto anziano e non so bene di che varietà si tratti.

Da questo workshop, o esperienza, chiamatela come volete, volevo imparare tanto e così è stato anche, e soprattutto, grazie a questo meraviglioso pino. 

Sapevo che la pianta che avevo davanti sarebbe stata una bella sfida, andava molto oltre le mie capacità, ma quando l’ho vista per la prima volta, il giorno che l’ho acquistata, mi è subito piaciuta. 

Anche secondo Naoki sono stata un po’ coraggiosa ma in questi 27 anni ho capito che nelle situazioni veramente difficili, stressanti, si da il meglio di se stessi, e ho voluto mettermi da sola un po’ in difficoltà.

Ammetto che all’inizio non avevo capito bene l’analisi di Naoki sulla pianta, e non per una questione di lingua o traduzione, ma perché se già è difficile cercare di spiegare una propria visione, la propria prospettiva artistica per una pianta, se poi chi riceve l’informazione sono io… siamo a cavallo!

“Facciamo così, questo teniamo, questo vediamo dopo, questo di la… va bene?” 

“Ehm… ok!” 

C’E’ DA FILARE, DA METTERE I TIRANTI, INSOMMA GIORGIA DATTI UNA MOSSA!!

Nebbia. Nabbia totale.

Meno male che Gianni ha percepito il mio smarrimento ed è venuto in soccorso perché non sapevo da dove iniziare!

Come vi dicevo il primo giorno è servito tanto per prendere le misure, per entrare un po’ nel meccanismo e alla fine del primo giorno avevo filato due rami… che disastro.

[Giorno 2]

Avevo riflettuto sulla prima giornata, non ero molto soddisfatta di me stessa e del lavoro che (non) avevo fatto ma avevo deciso che mi sarei impegnata al 100% nell’ultima giornata che mi rimaneva con Naoki e Gianni!

Di nuovo il giro con l’analisi di tutte le piante dei vari partecipanti, nuove piante erano state disposte e di conseguenza c’erano nuove cose da imparare, e questa volta mi sentivo un po’ più ambientata, a mio agio.

Nella seconda giornata ci ha dato un grande aiuto Luca, un professionista che ha una sua attività in Svizzera, vi lascio il link se volete darci un’occhiata.

Luca è stato fondamentale per chiudere sia la mia pianta che quella del mio compagno, cosa che non mi aspettavo sarebbe successa, e anche per capire tante nozioni anche di base di cui non avevo padronanza.

Pulendo il pino, filandolo, vedendo come la pianta si muoveva sotto le nostre mani, ho provato delle emozioni completamente nuove: una sorta di senso di libertà misto a felicità, qualcosa che difficilmente dimenticherò…

Grazie a Gianni, Luca e Jack la pianta ha preso forma ma Naoki con pochi tocchi ha fatto si che la pianta assumesse carattere, e li ho capito finalmente la sua visione: così semplice, così pura e allo stesso tempo così autorevole e forte.

È stato come vedere un ossimoro prendere forma: una pianta così selvaggia, anziana, forte che viene resa leggera, maestosa sì, ma elegante.

Grazie ancora a Gianni per averci dato l’opportunità di poter imparare da Naoki.

Grazie a Naoki per essere stato tanto paziente e gentile.

Grazie a Luca e a Jack per avermi aiutata, grazie anche a tutti i partecipanti che ho avuto modo di conoscere e infine, ma non perché meno importante, grazie a questo meraviglioso pino che ha reso questa esperienza ancora più speciale.

Sono state due giornate intense ma meravigliose, dedicate completamente al Bonsai. 

Grazie a tutti!

A presto 🙂

vi lascio qui il link se volete vedere il video completo

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