Si può creare un bonsai di Rosa?

Si può creare un bonsai di rosa da una pianta presa in vivaio?

È quello che mi sto chiedendo da diversi mesi e alla fine mi sono decisa: Si! E vi parlerò di come ho fatto in questo articolo!

Dopo un lungo periodo di pausa dal Blog sono finalmente tornata a scrivere, vi ero mancata? Spero tanto di si!

Nell’articolo di oggi, come preannunciato, parleremo delle Rosaceae…

Ammetto di non essere un’amante delle rose, un po’ perché a livello di vegetazione non produce chissà quale densità di rami o foglie e un po’ perché le spine mi stan proprio sulle scatole!

Ammetto che però quando fioriscono fanno la loro figura e non si può far altro che apprezzarle…

Le rose, piante di origine asiatica, sono piante arbustive, a volte anche rampicanti, con fusti spinosi le cui foglie sono alternate. La maggior parte delle rose è a foglia caduca ma ne esistono anche di sempreverdi.

Famosissime per il profumo dei loro fiori, questi sono stati il soggetto principale di studi di ibridazione. Non so se conoscete David Austin ma lui ha basato il suo Impero sull’ibridazione delle rose in modo da ottenere varietà che producessero fiori sempre più profumati e dalle forme e colori più disparati.

A proposito di ibridazione lo scorso anno il mio amico di nome Carlo mi ha regalato una pianta di rosa, una varietà da lui ibridata, di cui mi sono subito innamorata.

Questa pianta rimane particolarmente compatta, non produce chissà quanti rami ma in primavera fa sbocciare dei meravigliosi piccoli fiori gialli che sfumano poi sul rosa, veramente veramente graziosi.

Quest’inverno mi sono finalmente decisa a far diventare questa rosa un piccolo e grazioso bonsai.

E perché proprio ora e non questa primavera?

Purtroppo le rose, oltre ad avere un grandissimo amore per gli afidi, possono anche essere soggette a galle.

Le galle sono delle masse tumorali generate dalla pianta stessa in risposta ad un attacco parassitario (insetti, funghi, batteri o anche virus).

Alcune galle, per esempio quelle di origine batterica, si manifestano sotto forma di catenelle alla base degli steli e dei tronchi, oppure sulle radici, causando poi la crescita stentata della pianta o addirittura portandola alla morte. Purtroppo non esiste cura a questo tipo di malattia ma si può prevenire.

Un tipo di prevenzione è il rinvaso autunnale, in questo modo il freddo farà da “sterilizzante naturale” evitando che la pianta venga attaccata da possibili patogeni.

Proprio in virtù di questo stratagemma naturale ho deciso di rinvasare le mie Rosaceae proprio ora che fa un po’ più freddo. 

Attenzione però, nessuno vi vieta di rinvasare in primavera, io lo faccio solo perché non conosco lo stato di salute delle radici e sfrutto il freddo come sterilizzante.

Prima di mettere mano effettivamente sulle radici mi sono un attimo dedicata alla vegetazione. In questo periodo dell’anno la pianta ha portato a maturazione delle piccole e graziose bacche.

Ho deciso di tagliare un po’ la vegetazione, cercando di non pungermi troppo, rimuovendo così qualche ramo secco e qualcuno che invece era poco vigoroso. Anche se la potatura la effettuo ora questo non dovrebbe danneggiare la fioritura primaverile, anzi, alcuni produttori di rose di solito potano a Gennaio per avere più produzione di fiori in primavera…

Terminata questa fase mi sono dedicata alle radici.

Non conoscendo lo stato di salute delle radici ero un po’ nervosa, lo ammetto. È vero che la pianta è con me da un anno e finora è sempre stata bene, ma non ho mai visto le radici perché non l’ho mai rinvasata.

Ho comunque deciso di usare un vaso color giallo senape, in modo da richiamare i colori dei fiori.

Per questo rinvaso userò un substrato formato dal 50% akadama, 10% pomice, 40% torba nera.

Perché questa composizione?

Alla Rosaceae piace il terreno umido, quindi l’akadama che trattiene più acqua è perfetta; la pomice mi da comunque un po’ di areazione e la torba nera, oltre a dare quel tocco di acidità che non fa mai male, è la parte organica che penso sia fondamentale per le rose. 

Se voi usate altri tipi di substrati e volete condividere con me le vostre “ricette” potete tranquillamente scriverlo qui sotto nei commenti!

Ammetto che il vaso non è eccessivamente grande, il che mi fa un po’ pensare. Mia nonna dice sempre che le rose hanno bisogno di “respirare”, un modo per dire che hanno bisogno di tanto terreno per vivere e spero che il piccolo vaso color senape non constringa troppo la pianta. Comunque se dovessi vedere dei segni di sofferenza sarò li pronta per rimediare.

Se comunque volete vedere la procedura completa vi rimando al video che ho pubblicato su YouTube!

Grazie per aver letto l’articolo, per favore fatemi sapere cosa ne pensate…

A presto 🙂 

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