I Concimi

La nutrizione di una pianta è un argomento su cui si disquisisce da tempo.

Ma perché si concima una pianta? O meglio, nel nostro caso, perché dobbiamo concimare un Bonsai?

Apportare nutrimento a un essere vivente è, e dovrebbe, essere una prassi comune, anche se in molti non ci pensano.

Nutrire una pianta ci permette, oltre che farla stare bene, anche di raggiungere un obbiettivo.

Nel caso del vivaismo si concima con determinati prodotti per poter avere una crescita più rapida e vigorosa.

Nel caso del bonsai di “alti livelli”, invece, quello che si ricerca molte volte è una crescita contenuta e strutturata.

Quindi perché scegliere determinati tipi di prodotti rispetto ad altri?

Esistono veramente tante tipologie di concimi che, per comodità, divideremo in due macro- categorie:

Chimici e organici.

Ambedue hanno la comune caratteristica di far crescere la pianta avvalendosi di tre elementi: Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K).

Sulle etichette dei prodotti di solito si legge 10-12-8 oppure 8-4-4, ecco, quella sequenza numerica si definisce “Titolazione”.

Questi tre minerali sono gli analoghi dei carboidrati, grassi e proteine per gli umani e hanno diverse e ben distinte funzioni che ora vi racconterò.

Partiamo dall’azoto, dal latino nitrogenum (N).

Fondamentale costituente delle molecole organiche, dal greco, paradossalmente, il significato è: “Privo di vita”, che ossimoro…

L’azoto si muove principalmente tra atmosfera, terreno e esseri viventi. 

Proprio nel terreno le piante riescono ad assorbirlo e a trasformarlo in fitomassa.

Dalle radici alla cellula, l’azoto lo ritroviamo nella clorofilla dove la sua funzione è fondamentale nella divisione cellulare e quindi per la produzione di nuove cellule e di conseguenza per lo sviluppo generale dell’organismo.

Più azoto c’è più la pianta cresce. 

Matematico.

Ma allora è giusto somministrare badilate di azoto? La risposta alla fine dell’articolo…

Come vi dicevo nella titolazione esistono anche altri due elementi: Fosforo e Potassio.

Non vanno ignorati, così come non vanno ignorati anche calcio, magnesio, ferro e tutti i micronutrienti, ma di questo ne parleremo in futuro.

Il fosforo (P), coinvolto nei processi di traslazione delle energie (ATP) è inoltre indispensabile per diversi svolgimenti metabolici. 

Presente in enzimi e proteine, fa si che i tessuti si induriscano. La pianta di conseguenza risulta più sana e se, invece, non fosse assimilato a sufficienza si noterebbe un forte rallentamento della crescita, rami poco lignificati, foglie piccole e dalle sfumature verde- bluastre.

La sua presenza è essenziale per la germinazione dei semi, mica poco!

Potassio (K) 

Il nome deriva dal termine inglese “Potash” che ha un non-so-che di bergamasco ed effettivamente l’origine vera e propria la ritroviamo nel medioevo, perchè in latino, questo elemento era indicato dalla parola kalium, che significa alcali, alcalino (l’opposto di acido)

È tra gli elementi più abbondanti in natura e le piante, in particolare, nutrono un amore profondo per lui in quanto ne contengono 10 volte in più rispetto agli animali.

Anche se l’azoto è il minerale più quotato, provo un particolare rispetto per il potassio, in quanto regola la  pressione osmotica assicurando il corretto accrescimento della pianta e fa si che l’acqua venga assorbita al meglio; essendo coinvolto nella produzione e nel trasporto degli zuccheri, fa si che nelle piante da frutto risulti una miglior colorazione e pezzatura del prodotto.

Un’altra funzione attribuita al potassio è il mantenimento dell’equilibrio ionico all’interno del citoplasma, ma non voglio annoiarvi troppo a riguardo!

Fatta questa parentesi sui tre micronutrienti tornerei alla domanda iniziale: perché scegliere un prodotto rispetto a un altro? A questo punto per far crescere la pianta basta riempirla di azoto…

Si, se stiamo facendo vivaismo.

Ma siam qui a far bonsai. 

E cos’è il bonsai?

Crescere una pianta in un vaso. Cresciamo una pianta che abbia carattere, forse un giorno.

È giusto, per farla accrescere velocemente, utilizzare prodotti dalle titolazioni alte… ma in fase di mantenimento? 

Quando guardando quella pianta, quel bonsai, pensiamo che l’opera sia quasi perfetta e vogliamo mantenerla così, vogliamo quasi rallentarla, cosa dobbiamo fare?

Ed è li che parliamo di bonsai, secondo me.

Perché a fare vivaismo, a riempire le nostre piante di mangiare siamo bravi tutti (spero) ma è il mantenimento che è una questione complicata di cui, anche io in primis, so poco e che sto cercando di approfondire giorno dopo giorno e, si spera, anche con un futuro viaggio in Giappone.

Date da mangiare quello che volete alle vostre piante, NPK e sti cavoli, fatele stare bene!

Buon Bonsai,

G.

video sui concimi

Una replica a “I Concimi”

  1. […] Se volete dare un occhio all’articolo inerente ai concimi che avevo scritto, ve lo lascio linkato qui […]

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