Ume

una storia che profuma di gomma da masticare

Se chiudo gli occhi
Mi rivedo ancora lì dentro.
Una piccola bottega in legno
Riscaldata da una stufa che implora pietà
Mentre fuori nevica impetuosamente.
L’aria fredda scoraggia chiunque ad uscire,
Eppure,
Su un ramo
Sta lì in silenzio un uccellino dalle verdi piume
E attende.
La neve si posa e tutto tace.
Una pianta inizia a cantare una musica romantica
Che sa di primavera
E a lei va la mia attenzione.
Gli albicocchi giapponesi son così:
Fanno rumore nel momento più calmo.
Sono piante illegali, non solo per la loro bellezza,
Ma anche perché le radici possono trasportare malattie.
Fragili, grassottelle, radici ricche di nutrimento.
Non spaccarle se le tocchi
Non fermare il Canto di Dio.
Decidono tutto loro: ogni fiore che sboccerà, ogni frutto che maturerà. Tutto parte da loro, tutto parte da lì sotto.
Fuori continua a nevicare
E la finestrella della bottega si fa sempre più umida.
Non me lo spiego…
Com’è che qui tutto dorme e lei fiorisce?
Ma chi la decide questa magia?
E questo profumo… sembra gomma da masticare.
Nevica sui fiori bianchi di albicocco
Condotta nell’Eden in un momento onirico.

Riapro gli occhi e vedo la coltre dello smog di Milano.

Il cielo è grigio, forse pioverà
Il traffico scuote le finestre di casa
Eppure sento ancora profumo di gomma da masticare.

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