Le modalità di trasmissione dei virus- Parte 1

Buongiorno amici e amiche, come state? 

Ben tornati sul Blog!

In questo nuovo articolo vi racconterò di come possono i virus trasmettersi da pianta a pianta, non esiste infatti una sola modalità e mi piacerebbe approfondire meglio il discorso proprio in questo nuovo testo.

Iniziamo!

Lo studio delle modalità con cui i virus passano da una pianta all’altra è di fondamentale importanza anche per capire come attuare delle misure per prevenire e limitare i possibili danni che il virus può causare. 

La trasmissione e la diffusione dei virus in natura e nella pratica agraria avviene o per parti di pianta o attraverso dei vettori.

Nel primo caso il virus passa direttamente, senza intermediari, dalle cellule di una pianta infetta alle cellule di una pianta sana. Nel secondo caso, invece, la trasmissione è resa possibile dall’intervento di un altro organismo che, appunto, funge da vettore.

Prendiamo in esame la prima modalità, ovvero la trasmissione per parti di pianta.

Questo tipo di trasmissione può realizzarsi con la propagazione vegetativa, attraverso l’innesto di una porzione di pianta sana con una di pianta infetta, per diffusione di polline o di semi di piante infette oppure, addirittura, semplicemente per strofinamento tra parti di pianta infetta con parti di pianta sana. Quest’ultima però è la meno frequente in natura, state tranquilli!

Quando i virus invadono una pianta di solito la infettano in ogni sua parte.

Ne deriva che la propagazione vegetativa (per talea, per bulbi, tuberi, rizomi ecc.) è una via di diffusione estremamente efficace. Di solito ha un successo del 100%!

Anche nell’innesto tra due piante diverse, se una delle due parti è infetta allora anche l’altra si ammalerà ( purché ovviamente l’innesto attecchisca). È per questo motivo che la trasmissione per innesto viene spesso usata nello studio di virus delle piante legnose. 

In passato si riteneva che la trasmissione dei virus per seme fosse un fenomeno piuttosto raro, negli ultimi decenni, invece, ci si è accorti che questo fenomeno è piuttosto diffuso tra specie vegetali di interesse agrario!

Effettivamente il seme risulta un ottimo mezzo di conservazione e di diffusione dei virus, infatti il virus si mantiene a lungo infettivo nel seme anche per anni.

Inoltre i semi vengono trasportati per motivi commerciali e questo comporta che anche i virus si facciano una bella vacanza in altre località così da poter infettare piante di altri Paesi.

Molti virus trasmissibili per seme possono essere trasmessi anche molto bene dai vettori, come per esempio dagli afidi.

Se una pianta è infetta da un virus, anche il polline che essa produce può risultare infetto e di conseguenza, dopo aver raggiunto il fiore di una pianta sana, può a sua volta trasmettere il virus.

Fra gli esempi più importanti posso citarvi la PNRV (Prunus Necrotic Ringspot Virus) del ciliegio,

Ovvero la maculatura anulare necrotica delle drupacee (anche detta mosaico rugoso) e appunto può attaccare il ciliegio ma anche mandorlo e susino. 

Per questo tipo di virus purtroppo non esistono dei metodi di difesa…

Della trasmissione per vettori parleremo meglio nel prossimo articolo!

Buona lettura,

A presto 🙂

2 risposte a “Le modalità di trasmissione dei virus- Parte 1”

  1. Ciaoooo..🙂
    Sempre ottime le tue osservazioni..

    Quindi cosa consigli x eliminare virus , problematiche varie ecc?
    Magari senza ” inzuppare ” i bonsai con prodotti chimici…
    Ma rimanendo sul .. naturale.
    O meglio come PREVENIRE ..?

    GRAZIEEE E BUONA GIORNATA🙂

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    1. Ciao Stefano, ottima domanda ma preferivo affontare l’argomento in un articolo dedicato. ogni virus purtroppo è diverso da un altro quindi ogni malattia va affrontata in maniera diversa a seconda anche della pianta con cui abbiamo a che fare

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