Il tempio dei Bonsai

“Incanto” sostantivo maschile 

Quanto contrasta, per opera di magia, in modo spesso sconcertante, meraviglioso, con una reale o presunta normalità.

Una presunta normalità che ho vissuto per un mese, come in un sogno, per poi essere catapultata di nuovo nella mia “realtà”.

A coronare quel fantastico sogno c’è stata un’esperienza in particolare, che ora mi piacerebbe raccontarvi in questo articolo: la visita ad Hoshun-in, un giardino Bonsai.

Kyoto mi è sembrata una città surreale: tanto movimento ma poco rumore, come se fosse ovattata. In treno non si parlava per rispettare gli altri e una volta uscita dalla stazione, camminando sotto il tiepido sole primaverile son arrivata all’entrata di quella che mi sembrava un’altra città: Daitoku-ji, il complesso di templi che ospita anche il giardino.

Il silenzio mi ha accompagnata da quando ho varcato l’entrata, proprio come quando ci si addormenta.

Nel camminare in quel complesso mi ha affascinata l’architettura: così piena di tradizione e così in contrasto con la modernità di una città così avanzata come Kyoto… gli ossimori sono sempre affascinanti e i Giapponesi lo sanno!

La luce del sole accarezzava le antiche pietre e gli aghi dei pini, nessuno proferiva parola, si ascoltava solo il silenzio.

Mi sembrava si essermi persa, frastornata da tutta quella bellezza e poi, tutto a un tratto, apparirono i primi Bonsai. 

Una signora era li ad attendermi per darmi il biglietto di ingresso e per darmi qualche informazione sui Bonsai, peccato che ero un po’ distratta dal fantastico profumo che emanava la Daphne, una pianta che, una volta tornata in Italia, ho fatto non poca fatica a trovare.

Scalpitante di poter visitare il giardino, ho ringraziato la gentil signora per le varie informazioni e ho iniziato a perdermi.

Sarà stata la bellezza delle piante, sarà stata la bellezza della giornata, ma la cosa che più mi ha frastornata è stato il silenzio.

Non volava una mosca, non si sentivano gli uccellini cinguettare, c’era solo spazio per i pensieri che però, non so perché, erano assenti pure quelli.

Una panchina all’ombra mi ha accolta per un po’, circondata da meravigliose e millenarie opere d’arte viventi che sarei rimasta volentieri ad ammirare per ore ed ore, di cui potremmo parlare per ore ed ore,

E invece lì silenzio.

Assordante silenzio.

Ho lasciato una parte di me in quel giardino che per me è un tempio, ho lasciato una parte di me in Giappone. 

il video dedicato ad Hoshun-in Bonsai Garden

Una replica a “Il tempio dei Bonsai”

  1. Avatar Manuele Iacobelli
    Manuele Iacobelli

    Ciao Giorgia grazie per aver condiviso questa esperienza bellissima, dal tuo racconto il silenzio e la bellezza è arrivata fino qui, si sente dalle tue parole che questa esperienza ha segnato un percorso di vita importante e quella parte di te che hai lasciato in quel giardino e in Giapponesi è racchiuso nell’anima e nel cuore,fanne tesoro….ciao ciao

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