Ode all’acero tridente

Dopo una calda estate passata a bagnare le piante e a sperare che qualche fungo non le uccidesse, non posso che farmi coccolare dai bellissimi colori che piano piano stanno tingendo i bonsai.

Ammetto che però una pianta in particolare si ostina ancora a rimanere verde e sto parlando del mio acero tridente che poche settimane fa ho deciso di rinvasare.

Al 90% dei casi sentirete dire che le piante si rinvasano in primavera perché è la stagione più “sicura” E questo è assolutamente vero, però il mio acero tridente necessitava veramente di un rinvaso.

E da qui l’idea di scriverci un articolo in cui ne tessevo le lodi.

L’acero Buergerianum detto anche acero tridente è un albero a foglia caduca originario della Cina orientale.

È ampiamente coltivato soprattutto per la sua intrinseca resistenza (è veramente un carro armato!).

La caratteristica più apprezzata è sicuramente la forma della sue foglie che, essendo trilobate, gli conferiscono il soprannome di “tridente”.

È una pianta dalla forte personalità e dal forte vigore vegetativo, ha una gran resistenza alla siccità e ai parassiti.

Il mio maestro giapponese mi ha detto che:” Se non riesci a defogliarlo per almeno 10 volte durante la stagione vegetativa allora forse quell’acero non è così forte…”

La defogliazione infatti può essere totale o parziale, a seconda del risultato che vogliamo ottenere; io personalmente quest’estate l’ho effettuata cinque volte, con le forbici, defogliando però parzialmente.

si può anche defogliare a mano, senza quindi utilizzare le forbici, ma se effettuata la tecnica con troppa vigoria si rischia di staccare troppa vegetazione, ed è per questo che ho preferito utilizzare le forbici.

Essendo una pianta particolarmente vorace le concimazioni possono essere costanti per tutta la primavera e si possono usare sia concimi organici che chimici. 

In autunno è bene effettuare una concimazione a base di fosforo e potassio, in modo tale da andare ad irrobustire la vegetazione che si è creata in primavera.

Sempre in autunno, per proteggere meglio la pianta, si può somministrare un prodotto anticrittogamico, per evitare eventuali infezioni fungine.

anche se pian piano gli aceri inizieranno a perdere le foglie e potrete vedere meglio la struttura, vi sconsiglio di filare i rami; limitereste il passaggio di linfa nei tessuti e il filo raffredderebbe ancora di più la corteccia, quindi ,se riuscite, rimandate il tutto in primavera!

a seconda di quanto concime avete somministrato all’acero (e di quando avete smesso) questo si tingerà di colori diversi: giallo, arancio o addirittura rosso!

il mio al momento è ancora verde, ma attendo paziente…

Nel mentre vi auguro un buon foliage, 

a presto 🙂

2 risposte a “Ode all’acero tridente”

  1. Avatar Vincenzo Duraccio
    Vincenzo Duraccio

    Amo gli aceri ed in particolare gli aceri palmati! All’inizio avevo quasi paura di averne uno perché non sapevo minimamente come curarlo, essendo sempre stato abituato ad olmi e olivi, questa particolare specie con queste foglie altrettanto particolari, poi, mi ha incuriosito e ne ho comprati un paio. Ad oggi posso dire che sono davvero davvero belli e donano tantissime soddisfazioni! Soprattuto hanno dei colori magnifici, il colore tronco è una delle caratteri che mi piace di più! È un articolo che ho molto apprezzato, grazie Giorgia!

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